Newsletter 05/2011 – Il Catasto delle Infrastrutture


 

Il tema del catasto delle infrastrutture del sottosuolo ha destato nel corso di questi ultimi anni un crescente interesse da parte sia delle istituzioni che degli operatori a rete.

Il primo intervento da parte del legislatore su questa tematica si è avuto con la Direttiva del 3 marzo 1999 “Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici”, recepita ed applicata ad oggi , in maniera sistematica, solo da pochi comuni e in modo estensivo dalla Regione Lombardia, alla quale seguirà il D.Lgs. 259/2003 con la definizione di un Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

Il 15 maggio 2007 viene emanata dall’Unione Europea la Direttiva INSPIRE (acronimo di INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe) che istituisce l’infrastruttura per l’informazione territoriale della UE, e che contiene nel dettaglio la trattazione delle infrastrutture del sottosuolo.

Tali Provvedimenti legislativi indicano delle direzioni, ma operativamente l’approntamento di un catasto delle infrastrutture del sottosuolo si confronta con l’ assenza di una normativa organica che dia indicazioni univoche, rendendo questa tematica strategica difficile da realizzarsi.

Ciò nonostante, va dato atto alla Regione Lombardia di avere riconosciuto come una gestione dei sottoservizi ottimale da parte degli Enti locali demandati alla sua governance, non può prescindere dalla conoscenza di quello che c’è nel sottosuolo.

Una conoscenza puntuale della presenza delle reti dei sottoservizi, rappresenta un’asset importante anche per i gestori delle reti dei servizi, per pianificare gli sviluppi delle proprie reti, valutare le soluzioni economicamente più convenienti potendo ridurre al minimo i disagi rappresentati dalle interferenze degli altri operatori, individuando in modo sistematico quale soluzione tecnologica di posa o di risanamento sia più conveniente.

Inoltre la conoscenza di ciò che passa sotto i nostri piedi consentirà di ridurre i tempi di rilascio dei permessi di posa, consentendo di pianificare gli interventi sul territorio in modo ottimale.

E così, mentre molti parlano di catasto e si teorizza su questo tema, la IATT, sulla base delle molteplici esperienze dei suoi associati, a livello nazionale ed internazionale, e sulle specifiche competenze tecniche necessarie alla realizzazione di un simile progetto (indagini del sottosuolo con tecnologie georadar, di video ispezione, di gestione infrastrutture dati su reti del sottosuolo), ha attivato nel 2010 una collaborazione con la Regione Lombardia (Laboratorio Sottosuolo), e con ANCI Lombardia per la definizione delle procedure alla base della costituzione di un catasto di tutte le reti dei sottoservizi.

Tale collaborazione si materializza attraverso un progetto pilota “Progettazione Partecipata dei Sottoservizi nei Territori dei Comuni di Milano, Rho, Pero a Arese” nell’asse metropolitano dell’area Expo 2015, che vede coinvolti i comuni di Rho, Pero, Arese, e i quartieri nord del comune di Milano.

Il progetto, con il suo carattere “operativo” è stato il punto di partenza di una collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico con il quale la IATT insieme alla Regione Lombardia, ANCI Lombardia, ANCI Nazionale, e Federutility, diventa uno degli attori principali nel tema del catasto delle infrastrutture del sottosuolo, presso il sito www.catastoexpo2015.it è possibile seguire lo sviluppo del progetto, che troverà la conclusione entro il 2012 e i cui risultati costituiranno una best practies che sarà presentata in occasione dell’ Expo 2015.

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