Micro tunnel
(Microtunnelling)

Descrizione


La tecnologia - compresa nella famiglia trenchless delle Nuove Installazioni - consente la posa di condotte mediante la spinta di tubazioni rigide dietro una testa fresante (scudo o microtunneller), monitorata e teleguidata da remoto. Questa testa avanza, scavando e disgregando il terreno, da un pozzo di partenza (pozzo di spinta) fino a un pozzo intermedio o finale (pozzo di arrivo).

L’unità di spinta è costituita da una slitta in acciaio azionata da pistoni idraulici, vincolata a un muro di controspinta in cemento armato all’interno del pozzo di partenza. La tecnologia prevede la spinta ciclica di segmenti di tubazione, posizionati uno dopo l’altro nel pozzo di partenza tra i martinetti idraulici e la macchina/fresa o il segmento precedente di tubazione e fatti avanzare alla stessa velocità con cui procede lo scavo.

Il sistema di guida impiega un laser che monitora costantemente la posizione della testa fresante, assicurando un avanzamento preciso. Per tratte di elevata lunghezza o curvilinee, vengono adottati sistemi più sofisticati quali giroscopio coadiuvato da livelletta idraulica fino ad arrivare a sistemi che prevedono stazioni laser (teodolite e punti di riferimento).

Un circuito idraulico chiuso, con un fluido di scavo, svolge una doppia funzione: sostiene il fronte di scavo mediante la pressione del fluido e trasporta il materiale scavato (smarino) in superficie. Un sistema di separazione integrato rimuove la frazione solida dalla miscela, con- sentendo al fluido di scavo di circolare nuovamente nel circuito. La lubrificazione delle tubazioni con una miscela di acqua e bentonite durante la posa riduce l’attrito, facilitando l’avanzamento. Il sostegno del fronte di scavo differenzia il microtunnelling dalla tecnologia a “scudo direzionale aperto”.


Campi di applicazione


La tecnologia consente la posa di tubazioni in calcestruzzo, gres, poliestere rinforzato con fibra di vetro (PFRV) e acciaio di diametro compreso tra 350 - 3.600 mm. Viene utilizzata principalmente per la posa di tubazioni acquedottistiche, fognature, condotte per gas e petrolifere, per realizzare attraversamenti stradali e ferroviari, o superare fiumi e altri ostacoli naturali. Le lunghezze di posa variano in funzione del dia- metro della tubazione da posare, oltre che delle caratteristiche dei terreni nei quali si sviluppa lo scavo. Per i diametri maggiori (2.000 mm o più), è possibile raggiungere lunghezze di posa superiori a 1.000 metri, ricorrendo all’impiego di stazioni di spinta intermedie per la parzializzazione della spinta complessiva.

La tecnologia è applicabile in un’ampia gamma di terreni, anche sotto-falda, progettando la testa fresante con gli adeguati utensili.


Riferimenti


La tecnologia è descritta nella norma UNI 11990-2“Tecnologia di realizzazione delle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale Parte 2: Posa di tubazioni a spinta mediante perforazioni orizzontali” (acquistabile dal sito dell’UNI).


Prezzario
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