Non è possibile dare una risposta univoca a questa domanda,
in quando i margini di risparmio, strettamente legati alla
riduzione del danneggiamento della superficie (in particolare
alle spese di ripavimentazione), dipendono fortemente dal
singolo lavoro preso in esame. Anche se i costi specifici
dei vari sistemi sono molto differenti l'uno dall'altro,
il peso maggiore nella determinazione del costo di un intervento
è dato dalle peculiari caratteristiche del singolo progetto.
In situazioni operative 'neutre', intendendo con questo
termine situazioni complessivamente idonee per l'applicazione
di sistemi 'No-Dig',
ma non tali da richiederli strettamente, i costi non sono
molto diversi da quelli medi relativi
alle piy semplici tecniche convenzionali. Infatti, sebbene
si concretizzino risparmi su scavi e ripristini, questi
sono controbilanciati dalla maggior complessità delle
metodologie 'trenchless' (ad
es. oneri diretti legati ai materiali o oneri accessori
legati
ad operazioni complementari
o di preparazione). Gran parte di questo 'equilibrio' degli
oneri è fortemente basato sui costi di ripristino e, come
regola generale, si pur affermare che quanto più la pavimentazione
è pregiata tanto più questo equilibrio si sposta 'a favore'
di una soluzione a scavi ridotti. Infine, occorre osservare
che spesso si commette l'errore di confrontare il costo
di una tecnologia 'trenchless' con un costo medio relativo
ai sistemi tradizionali, dimenticando che in presenza di
presupposti favorevoli all'impiego di una tecnologia a
scavi ridotti, i costi complessivi per un equivalente lavoro
eseguito con scavi a cielo aperto sono spesso presumibilmente
maggiori della media.
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